Paralisi ostetriche: scoprire la propria immagine corporea attraverso il gioco in acqua

L’Idrokinesiterapia come modalità riabilitativa ci dà la possibilità di prevenire oltre che intervenire su tutti gli esiti delle paralisi ostetriche.

Soprattutto nei periodi di maggior crescita del bambino dovremo fare un attento lavoro sullo schema corporeo e non appena possibile sulla presa di coscienza del proprio corpo. L’acqua sarà pertanto utilizzata come un biofeedback che rimanderà al bambino in maniera amplificata ciò che ha prodotto il suo gesto.

La gestione di gruppo in acqua di questi pazienti sembra una buona soluzione per ovviare all’eventuale rifiuto della terapia eseguita fin dalla nascita e per garantire un graduale distacco dall’ambiente terapeutico attraverso l’ambiente acquatico.

Questa rappresenta infatti il giusto compromesso tra l’attività riabilitativa e quella ludica:

  • è accettata con entusiasmo dai bambini che nel gruppo potrebbero trovare il modo di confrontarsi con le difficoltà dell’altro;
  • aiuta a focalizzare l’attenzione del bambino sui movimenti giusti e sbagliati facendogli percepire ciò che avviene nel suo corpo sfruttando la densità dell’acqua e la sua alta valenza percettiva;
  • permette di offrire alle famiglie una valida alternativa alle sedute terapeutiche, che con il passare degli anni si andranno a ridurre, offrendo gli spunti per un’attività natatoria;
  • consente di lavorare con i bambini avendo sempre come obiettivo finale la globalità.

Obiettivi del trattamento in acqua

La proposta degli esercizi terapeutici avviene nel rispetto delle tappe non solo dello sviluppo motorio ma anche di quello psicomotorio, quindi con delle varianti in base all’età del bambino. I concetti di schema corporeo ed immagine corporea visti in ottica riabilitativa sono al centro dell’elaborazione delle sequenze motorie proposte al bambino .

Obiettivi anatomo-funzionali

Articolari

  • Limitazione dell’ampiezza articolare,
  • Disturbo della meccanica e della morfologia,
  • Mancata centratura dell’articolazione,
  • Sublussazioni e lussazioni,
  • Retrazioni delle capsule e dei legamenti.

Ossei

  • Accrescimento delle lamelle ossee lungo errate linee di forza (dismetria),
  • Trofismo alterato con predisposizione alle fratture.

Obiettivi ideomotori

  • Favorire i movimenti spaziali nelle tre dimensioni dello spazio ed impedirne la perdita al fine di evitare una situazione di neglect dell’arto coinvolto e di tutto l’emilato corporeo,
  • Coordinare l’alternanza dei cingoli nella deambulazione,
  • Favorire i movimenti simmetrici per evitare grossi compensi
  • Coordinazione occhiomano, mano-mano.

Obiettivi psicomotori

  • Favorire una migliore conoscenza del proprio corpo, costruzione di un’immagine corporea il più possibile corretta,
  • Migliorare la manipolazione e la conoscenza degli oggetti nella loro tridimensionalità,
  • L’acqua intesa come un momento ludico e ricreativo ma con finalità terapeutiche, in un ambiente meno “sanitarizzato”.

Obiettivi nel prevenire

  • La deprivazione delle afferenze propriocettive,
  • Mancata integrazione dell’arto paretico nello schema corticale,
  • Alterazioni posturali dello sviluppo ontogenetico,
  • Problemi nella lateralità.

Metodologia

Si ritiene necessario suddividere i bambini in due gruppi distinti per fasce di età: dai 4 ai 7 anni e dagli 8 a 12 anni al fine di utilizzare proposte terapeutiche adatte al livello di conoscenza del bambino.
Il gruppo dovrà essere composto possibilmente da non più di 4 bambini, seguiti da 2 fisioterapisti, per poter realizzare lavori a coppia, per garantire un buon controllo dei pazienti durante l’esecuzione degli esercizi, per poter gestire gli stessi nell’ambiente acqua senza rischi.

Sono previste attività di ambientamento, per migliorare l’acquaticità dei bambini; giochi di coppia o di gruppo finalizzati agli obiettivi di cui sopra, attraverso l’uso del materiale disponibile in piscina; avvicinamento al nuoto, per fornire al bambino e alla famiglia la possibilità di proseguire il percorso di mantenimento in modo autonomo.

Idrokinesiterapia bambino

Materiali

Il materiale necessario per lo svolgimento della terapia di gruppo andrà ad integrarsi con quello presente in piscina. Sarà però necessario mettere a disposizione alcuni ausili più adatti all’età e alle possibilità motorie dei bambini. Si consiglia di utilizzare:

  • tavolette leggere
  • palle gonfiabili di dimensioni adeguate
  • giochi adatti all’acqua (che verranno scelti per la loro utilità nel raggiungimento degli obiettivi terapeutici e non con la sola finalità ludica)
  • elementi zavorrati (anelli, pilastri, etc)

Fisioterapia del bambino

Conclusione

L’esperienza acquisita con il gruppo ha maturato in noi la consapevolezza di aver raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissate. Il lavoro in acqua è stato accolto con entusiasmo dai bambini: attraverso il gioco hanno imparato a integrare l’arto paretico nelle attività spontanee e a relazionarsi con bambini con la stessa patologia, aiutandosi a vicenda nei momenti di difficoltà.

Anche i genitori hanno accolto la nuova attività con altrettanta positività, formando tra loro un gruppo di confronto: hanno avuto modo di raccontare e ascoltare i percorsi terapeutici già effettuati, le difficoltà incontrate con i propri figli, le prospettive future. Hanno condiviso la gioia di vedere i bambini impazienti in attesa del giorno di terapia-gioco in acqua. Anche le semplici attività svolte nello spogliatoio, come la doccia, vestirsi e asciugarsi i capelli, sono diventate un momento di confronto critico e positivo per la terapia dei bambini.

Il bilancio di questa prima esperienza ci ha convinti a dare un seguito a questa nuova proposta riabilitativa alternativa che sicuramente offre, a livello di gestione sanitaria costi ridotti, garantendo un maggior accesso all’utenza.

AUTORE

Anik Associazione Italiana Idrokinesiterapisti, Roma

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