Le nuove manovre sul Metodo A.S.P. negli esiti di Ictus

Anik ha messo a punto una nuova metodica, inglobata nel metodo ASP in acqua, che prevede alcune sequenze innovative per il trattamento in acqua del paziente con esiti di ictus (emiplegia).

Sequenza Spinta con il braccio paretico sul fianco del fisioterapista

Può essere ben sfruttata associando la ciambella sotto il bacino: l’obbiettivo della sequenza che descriveremo sarà la coordinazione motoria di tutto il corpo, l’enfatizzare la rotazione esterna della spalla plegica, del cingolo scapolare rispetto al cingolo pelvico.

La fase di preparazione consiste nel fare punto fisso con il palmo della mano paretica, porre la ciambella sotto il bacino, porre un ausilio galleggiante sotto il cavo popliteo paretico per evitare sincinesie in estensione. Modalità di esecuzione: fare bilanciare la rotazione del cingolo pelvico facendo l’inversione del punto fisso sulla spalla paretica che andrà spontaneamente in rotazione esterna; la Sequenza potrà creare difficoltà crescenti ad esempio partendo con il braccio sano elevato ed abbassandolo gradualmente, lavorando sul punto critico o aritmicamente tra braccio sano e cingolo pelvico. Si può applicare anche la variante dello “stretching dinamico” a braccio esteso sfruttando la resistenza idrodinamica: il Fisioterapista mantenendo la presa, compie una rotazione assiale intorno al proprio corpo.

Sempre ponendo la “ciambella sotto il bacino”, come obbiettivo si può ottenere un ottimo reclutamento sulla abduzione dell’arto superiore paretico; il paziente va posizionato con un cuscinetto sotto il collo. La modalità di esecuzione consiste nel fare punto fisso e molta resistenza isometrica in abduzione con il braccio sano, richiedendo simultaneamente il fianco omolaterale in depressione (verso il basso), e richiedendo al paziente di abdurre il lato paretico.

Durante l’esecuzione di tale manovra, si potrà assistere

1) alla abduzione del lato paretico immerso nell’acqua, oppure

2) una abduzione con elevazione fuori dall’acqua: in questo caso persiste la retrazione dei pettorali.

 

 

Sequenza “presa dal gomito paretico, prono asimmetrico“:

l’obbiettivo della variante consiste nel fare lavorare in eccentrica il lato paretico simultaneamente al mantenimento della posizione di equilibrio da prono.

La modalità di esecuzione consiste nel trascinare contro resistenza idrodinamica dal lato sano (“stretching dinamico”) per irradiare sull’apertura del lato paretico: variare la velocità di esecuzione per cambiare difficoltà.

 

Sequenza del “cavaliere servente”:

l’obbiettivo consiste nel mantenere simultaneamente l’apertura del braccio plegico e l’appoggio della rispettiva gamba (controllo delle sincinesie). Lo stesso controllo può essere successivamente richiesto con la gamba plegica sul gradino e quella sana al suolo, oppure direttamente in piedi: prima di passare da una posizione all’altra il paziente dovrebbe controllare in modo concentrico (contro la spinta idrostatica) una tavoletta con il lato plegico.

Sequenza del tutto nuova del “passo indiretto con stretching del lato plegico”:

consiste nel primo vero passo corretto che un paziente emiplegico può compiere. Il raggiungimento dell’appoggio al suolo sotto l’effetto della spinta idrostatica rappresenta il cammino funzionale a secco. Si può migliorare la coordinazione del passo nel seguente modo: scegliere la posizione di base dello stretching delle catene posteriori con il tallone fuori dal gradino: 1) far fare esecuzione fasica del passo in flessione d’anca con il lato sano: in estensione stirerà molto il lato plegico, in flessione costringerà al carico indiretto. 2) mantenere l’estensione d’anca del lato sano, appoggiare il gomito e l’avambraccio plegico sul bordo, flettere il tronco: la trazione tipo stretching si avrà su tutto il lato plegico, coinvolgendo la spalla.

Sequenza “Anelli in galleggiamento”.

Il paziente emiplegico viene posizionato con i gomiti dentro le ciambelle e tenuto in posizione verticale. Il fisioterapista afferra dal cavo popliteo il paziente. Obiettivo: effettuare uno stretching attivo sul lato paretico, abbinando le manovre sulla respirazione dal medesimo lato. Modalità di esecuzione: mantenendo il paziente verticale, inclinare dal lato sano ed invitare il paziente a mantenere abdotto l’arto superiore paretico. Una variante utile si può successivamente applicare richiedendo una contrazione attiva inclinando il lato paretico (reclutamento del quadrato dei lombi).

“Training respiratorio con stretch e affondamento”.

Anche quest’ultima è una manovra nuova: favorisce la mobilizzazione del rachide ed ha effetto sull’ipertono: porre un ausilio galleggiante sotto il cavo popliteo, afferrare il paziente dalle spallecon le mani sulle ultime coste, affondare chiedendo di espirare e alla fine dell’affondamento eseguire lo stretch per terminare con la risalita in inspirazione.

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