Riabilitazione in acqua per gli esiti di interventi chirurgici di ernia discale

La paziente visitata presentava una netta verticalizzazione del tratto lombare del rachide, algie diffuse di tipo lombo-sciatalgico a sinistra.
Il recente intervento chirurgico era consistito nell’asportazione di due ernie discali: L4 – L5 ed L5 – S1.
La paziente inoltre riferiva vita sedentaria (impiegata) ed uso decennale di motorino per gli spostamenti.
La passione per l’acqua e per il nuoto le fece decidere per il trattamento idrokinesiterapico.
Il protocollo di lavoro effettuato sulla base dell’A.S.P.(Approccio Sequenziale e Propedeutico) è stato impostato nel seguente modo: frequenza due sedute a settimana.

  • Dalla prima alla quarta seduta il lavoro è sempre cominciato con l’assetto “gambe sul bordo vasca” (ponendo due cilindri galleggianti sotto il tratto lombare e lavorando con respirazione paradossa, alternando tra le varie serie le braccia verso l’alto (maggior mobilizzazione del dorso) e sopra la testa (favorire la lordosi lombare). Eseguiti in serie di tre con intervalli di riposo, la paziente successivamente deambulava.
  • Il secondo esercizio terapeutico era eseguito in accosciata da ferma con tavoletta sotto i glutei: l’esecuzione lenta con il ritmo respiratorio favoriva la mobilizzazione del rachide lombare e la percezione del movimento .
    Il primo esercizio terapeutico descritto veniva successivamente ripetuto
    Lo scivolamento sinusoidale (A.S.P.) con parziale affondamento (ostacolato da un ausilio sotto il cavo popliteo) favoriva la mobilizzazione globale del rachide.

Per il problema di sciatalgia si procedeva nel seguente modo:
- stretching dei gemelli sotto spinta idrostatica (il maggior fastidio era a livello del polpaccio)
- “Finta seduta” con arti superiori sul bordo vasca, rotazione con apertura del lato del dolore.

Dopo la quarta seduta, la paziente riferiva un notevole miglioramento, quindi si è passati ad esercizi più “impegnativi”.
L’apertura della seduta era sempre con assetto in scarico totale.
Alternare deambulazione.
Stretching ischio-crurali (con spinta idrostatica).
Scarico totale del rachide con trazione assiale ed arti inferiori estesi .
Deambulazione
“Finta seduta” con trazione simmetrica (per tre volte) .
Deambulazione
Variante con piedi al muro e respirazione paradossa (creare la lordosi).

Migliorata notevolmente la situazione (regressione sciatalgia, lieve affaticamento dopo lunga stazione eretta) le ultime sedute hanno mantenuto per metà tempo gli esercizi 1, 4, 6, ma si è dovuto lavorare anche sulla riarmonizzazione della deambulazione e propriocettività; in pratica il problema della colonna condizionava dal punto dello schema corporeo la deambulazione.

Verso le ultime sedute l’attività natatoria consigliata è stata la rana (per la lordosi) senza esagerare con l’uso degli arti inferiori, stile libero di fondo, dorso con ausilio sotto il cavo popliteo (auto mobilizzazione del rachide lombare).
La paziente dopo la dodicesima seduta, sentendosi normalizzata è tornata a dedicarsi a tutte le attività ordinarie, con il consiglio di non usare il motorino.
L’attività in acqua è continuata, ma ….. per solo piacere !


Dott. in Fisioterapia Fulvio Cavuoto

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